Finalmente l’Italia!

Musica, Teatro

Queste sono le prime parole che Felix Mendelssohn scrisse una volta arrivato nella nostra nazione. E con queste parole inizia la serie di “cartoline” scritte tra il 1830 e il 1831 che sono il frutto del viaggio italiano del poco più che ventenne compositore tedesco, compiuto per ampliare i suoi orizzonti culturali. Tali lettere ripercorrono un itinerario che condusse il compositore nelle principali città italiane partendo da Venezia, dove ebbe la prima grande rivelazione del paese, proseguendo per Firenze, Roma e Napoli.

Mendelssohn è attento all’osservazione acuta di uomini e cose e si abbandona a divagazioni soggettive e ironiche, in cui la descrizione naturalistica diviene pretesto per considerazioni aperte ai problemi più disparati. Esse ci restituiscono l’immagine di un animo curioso, osservatore e sensibile a tutte le manifestazioni del bello. Interessanti sono le sue considerazioni sui costumi dei paesi visitati, sulla natura e i suoi abitanti, sugli ambienti musicali e sulla società aristocratica, di cui sa ritrarre con sorprendente umorismo e ironia gli aspetti ridicoli e più appariscenti. Riesce a comprendere immediatamente la natura degli italiani e la loro saggezza nel saper accettare con apparente indifferenza anche le manifestazioni più drammatiche della realtà quotidiana.

La mitezza del clima italiano, la bellezza del paesaggio, lo splendore delle opere d’arte lo seducono, ma non gli impediscono di giudicare severamente lo stato d’abbandono in cui versa la cultura musicale del paese e l’arretratezza della società romana: per questo si tiene lontano da una società “chiusa e abbarbicata a vuote esteriorità”, come quella romana, ma avverte il fascino della città in cui ritrova l’atmosfera adatta per comporre e creare.

L’amore per l’Italia, di cui ogni giorno scopre la grandezza e il fascino, lo induce ad osservare come la sua natura ritrovi nelle terre italiche il simbolo della perfezione “Ciò che deve essere singolare, bello e grande deve avere un unico aspetto, purché questo sia portato alla massima perfezione; e questo nessuno può contestarlo”.

Tutte queste caratteristiche le ritroviamo in ogni movimento ed in ogni singola frase della sua Sinfonia “Italiana” abbozzata già durante il viaggio e ci si possono riconoscere le caratteristiche dell’ambiente italiano, la natura, le usanze (si pensi al secondo movimento ispirato ad una processione cui l’autore assistette a Napoli) e, come è ovvio nel quarto movimento, le canzoni popolari.

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“Finalmente l’Italia!”

Il viaggio in Italia di Felix Mendelssohn-Bartholdy

Lettura delle più significative “cartoline” tratte dalla raccolta “Lettere dall’Italia” di F.Mendelssohn con l’esecuzione dal vivo delle musiche che il compositore ha composto durante il soggiorno nella nostra penisola: la Sinfonia nº4 in la magg. op.90 “Italiana”, l’ouverture in si minore Le Ebridi op. 26 “La grotta di Fingal”, Lieder ohne Worte (Romanze senza parole), Die erste Walpurgisnacht (La prima notte di Valpurga), Ave Maria trascritta per gruppo da camera.

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Intorno al XVIII Festival Pergolesi Spontini di Jesi
27 settembre 2018 – Giardino di Palazzo Pianetti Tesei
Finissage della Mostra “Betto Tesei. novecento quotidiano”
a cura di Roberto Cresti e Simona Cardinali.

FINALMENTE L’ITALIA
Il viaggio di Felix Mendelssohn tra musica e parole

Sineforma Ensemble
Rosetta Martellini, voce narrante
Elena Giri, flauto
Michele Scipioni, clarinetto
Simone Grizi, violino
Luca Bacelli, violoncello

Roberta Mori, ideazione e selezione testi
Michele Scipioni, elaborazioni musicali

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