Incubi e amore

Lirica, Teatro

Musiche di DANIELE GASPARINI

 

“QUANDO IL VENTO SOGNAVA” (2008)

per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
(prima esecuzione italiana)

 

“INCUBI E AMORE” (2013) 

Monodramma, per voce recitante, soprano, flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni
Testo di Raul Montanari.

 

Concerto del 2 aprile 2016 all’Auditorium “San Rocco” di Senigallia organizzato dal Comune di Senigallia in collaborazione con le Associazioni “Amarantos” e Curcubeu”

Il concerto conclude “Lo sguardo delle donne”, ciclo di iniziative dedicate al mondo delle donne organizzate dal Comune di Senigallia in collaborazione con alcune associazioni della città nel periodo 8 marzo-2 aprile.

 

NOTE AL PROGRAMMA

“Quando il vento sognava” è un quintetto diviso in due movimenti ispirati ad altrettante poesie di Rafael Alberti. Si tratta di una composizione che qualcuno potrebbe considerare neostrutturalista per il rigore quasi matematico con cui è costruita: tutti i procedimenti tipici della “musica contemporanea” vi sono utilizzati, ivi compresi i rapporti proporzionali della “sezione aurea” e le permutazioni serialeggianti. Anche l’acribia notazionale procede nella stessa direzione (una direzione il cui tecnicismo qualcuno giudicherebbe fin troppo “accademico”).

In realtà il risultato sonoro di questa costruzione, così iperstrutturata, è sorprendentemente espressivo, anzi psicagogico e a tratti perfino allucinogeno: la musica ti risucchia in un teatro mentale affascinante ed inquietante, stracolmo di eventi, anche traumatici, suggestioni e paesaggi interiori. Come afferma lo stesso compositore, il suo obiettivo è stato quello di «tradurre musicalmente l’insonne ricerca di una luce perduta, invano invocata dal poeta in un mondo popolato di angeliche ombre, quelle del poeta spagnolo, ormai incapaci di indicare la via».

Ma, quando nel finale questa tensione ansiogena finalmente si scioglie, in corrispondenza dell’indicazione «el angel superviviente», e il pianoforte attacca un incantato ostinato di terze maggiori ribattute, davvero accade qualcosa di magico e uno spiraglio di luce sembra offrirsi allo sguardo del nostro ascolto. C’è anche qualcosa di catartico in questa “presenza” che secondo il compositore evocherebbe «l’incedere incerto e straziante dell’unico angelo sopravvissuto alla disfatta de1 cielo, ferito, con le ali mozze». Anche lui, .come quello di Montale, ha le penne lacerate dai cicloni. Ma la cinepresa musicale di Gasparini ce lo mostra ora muto e solo. Egli non esercita più alcuna funzione salvifica, malridotto com’è dopo la catastrofe. Però proviene sempre da un paradiso lontano e sarebbe la fine se lo perdessimo.

La componente onirica e visionaria, così evidente, non ha però nulla di espressionistico. Le ombre e i fantasmi che abitano la musica di Gasparini sono il prodotto di un processo compositivo ordinato e cristallino, di un modus operandi (forse un po’ ossessivo) la cui meta è la costruzione di un mondo «où l’Indécis au Précis se joint». Un mondo in cui anche le allucinazioni sono leggere come bolle di sapone. In cui tutto è controllato e regolato iuxta propria principia. Un mondo musicale perfetto, insomma, che proprio per questo non esiste. (Emilio Sala)

 

“Incubi e amore” nasce come una pièce di prosa, rappresentata per la prima volta nel 2000 nella rassegna “Maratona di Milano” e replicata più volte in seguito. Volevo mettere in scena un amore centripeto, un buco nero sentimentale, l’esatto contrario dell’amore “sano” teorizzato da Eric Fromm, il cui esito è un aprirsi al mondo.

Qui un padre e una figlia, per motivi misteriosi, vivono invece segregati in una casa e ripetono ossessivamente un rituale: il padre, che dice di non aver mai sognato in vita sua, costringe la figlia a raccontargli i sogni perturbanti che la ragazza fa ogni notte… e il modo come l’uomo accoglie le visioni oniriche della figlia è emotivamente così violento, così intenso, da far pensare a una reazione sessuale. Il rapporto morboso fra i due si nutre del ricordo di una madre/moglie morta tempo addietro, ma soprattutto si esprime nel tentativo straziante di eternare il presente, di restare per sempre chiusi in questa gabbia spazio- temporale che, come ogni gabbia, imprigiona ma protegge, costringe ma difende. La paura del mondo ha spinto questa strana coppia a creare un microcosmo in cui sofferenza e conforto si mescolano indistinguibili, e la sensazione che li domina è quella di un danno senza rimedio subito nel passato, la cui ombra si allunga anche sul futuro e paralizza ogni iniziativa.

Fin dal titolo, il testo è giocato su contrasti e antinomie: la situazione reale vissuta dai due è claustrofobica, ma i sogni della ragazza sono tutti proiettati all’esterno, su scenari a volte favolosi; il padre si comporta come un carceriere, eppure nel rapporto con la figlia entra una tenerezza dolorosa e sincera; infine, la chiusa della pièce sembra aprire un orizzonte nuovo, e sarà proprio il padre a indicare alla ragazza la strada per trovare il coraggio di uscire da questa follia a due e affrontare, finalmente, gli altri. (Raul Montanari)

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PATRIZIA BICCIRE’soprano

GIOVANNI MOSCHELLAvoce recitante

MIRCO BARANI, direttore

 

SINEFORMA ENSEMBLE

Elena Solai, flauto                        Michele Scipioni, clarinetto

Marco Bartolini, violino               Denis Burioli, violoncello

Marco Eugeni, percussioni         Mariachiara Grilli, pianoforte

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DANIELE GASPARINI

Fin da giovanissimo interessato alla composizione musicale, Daniele Gasparini si è diplomato ventenne in composizione e in direzione d’orchestra, formandosi principalmente sotto la guida di Aurelio Samorì (Conservatorio Rossini, Pesaro) e successivamente di Azio Corghi (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma). Con l’affermazione al Masterprize di Londra del 1997-98 (terzo classificato), Daniele Gasparini intraprende una carriera che lo porta a ricevere prestigiosi riconoscimenti internazionali, sia per la sua produzione orchestrale che cameristica e vocale, tra i quali: Karol Szymanowski Composition Prize (2015) il Barto Prize (2014), il Premio Monodramma (2013), il Premio Pablo Casals (2009), il Groot Omroepkoor Prijs della Radio Nazionale Olandese (2007), il Premio Guido d’Arezzo (2006) il Premio Reina Sofia (2004), il Premio 2 Agosto (2002) con menzione d’onore del Presidente della Repubblica Italiana, il Premio Valentino Bucchi (2000). Sue composizioni sono state eseguite in Europa, Israele, Stati Uniti, Canada, Colombia e Cina, anche da interpreti prestigiosi quali la London Symphony Orchestra diretta da Daniel Harding, l’orchestra della BBC, la Pittsburgh Symphony Orchestra diretta da Ulf Schirmer, l’Orchestra della Radio-Televisione Spagnola diretta da Adrian Leaper, Il coro della Radio Nazionale Olandese diretto da Simon Halsey, Tzimon Barto, Salvatore Accardo, il Trio di Parma, l’Ensemble Calliopée ecc. e radiotrasmesse in una quarantina di paesi nel mondo. Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Urbino, Gasparini è da sempre interessato ai rapporti della musica con la letteratura e le arti figurative e tieni spesso lezioni e conferenze su tali tematiche. Attualmente insegna presso il Conservatorio Rossini di Pesaro.

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Incubi e Amore
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